venerdì 31 ottobre 2008

I LOVE PHILADELPHIA

Indipendence Hall

Skyline

Rossy e Rocky

Campana della Libertà

House Boats

Area dei Musei

Se dovessi scegliere una metropoli in cui vivere, sarebbe sicuramente Philadelphia.
La città del quacchero William Penn, la cui statua svetta dal punto più alto della City Hall, è una metropoli che conta 1,5 milioni di abitanti ma con i vari sobborghi si arriva a 6 milioni circa, è la quarta città degli States per numero di abitanti ma sicuramente la più ricca di storia, qui nella Indipendence Hall furono firmate la Dichiarazione d'indipendenza e la Costituzione degli Stati Uniti, e Philadelphia non manca di celebrare la sua storia dedicandogli un area del centro che si estende per circa un miglio e che viene simpaticamente denominata "il miglio più ricco di storia degli Stati Uniti", sinceramente penso che per il turista europeo questo complesso di edifici sia il punto di partenza obbligatorio per la vacanza negli States, la storia prima di tutto, mai dimenticare il passato!
A Philadelphia si respira un clima di assoluta libertà non a caso qui furono combattute tante battaglie per i diritti della popolazione afroamericana, degli studenti universitari e degli omosessuali e la Campana della libertà le simboleggia tutte, gli abitanti di questa città letteralmente la adorano, sono innamorati di ogni sua strada e di ogni suo edificio e la chiamano "Philly".
E' una città immersa nel verde, infatti non è una città con dei parchi ma è un immenso parco con una città, c'è un parco che si estende per 20 miglia, da sobborghi periferici fin quasi al centro città e interi quartieri residenziali come quello in cui risiedevo, Chestnut Hill, sono totalmente adombrati dalla presenza di altissimi alberi.
Philadelphia insomma è molto eterogenea, è una grande metropoli ma è anche piena di verde, è una città proiettata nel futuro all'avanguardia nelle nuove tecnologie (pensate che tutti hanno accesso gratuitamente a Internet attraverso una rete wireless) ma è anche un città che non dimentica il passato, è quindi ricca di edifici e monumenti dal notevole valore storico che ne celebrano gli avvenimenti di cui è stata protagonista, ci sono strade con locali e negozi molto eleganti e strade con locali e negozi alternativi e un po' bizzari una accanto all'altra, la skyline è da cartolina e c'è perfino un cibo ufficiale cioè il cheesesteak che è un lussurioso panino con il formaggio e la carne....

martedì 28 ottobre 2008

Viaggio negli States - l'arrivo

Vi prego di leggere bene ciò che sto per raccontarvi, potrebbe esservi utile nel vostro primo viaggio negli States...
Volo U.S. Airways Roma-Philadelphia, 11 interminabili ore di volo, non ero nel posto vicino al finestrino (il mio preferito) e neanchè nel posto adiacente al posto vicino al finestrino (il mio secondo preferito) bensì nella fila centrale accanto ad un uomo che ha dormito e russato soprattutto... per tutto il viaggio, dopo un adrenalinica fase di discesa con molti roller coaster e una ragazza della mia stessa fila che piangeva terrorizzata... si atterra e finalmente si scende dal velivolo constatando che non è notte come aveva previsto il cervello ma c'è un sole che spacca le pietre... Io e mia sorella molto impacciati sul da farsi seguiamo la gente che era sul nostro aereo, arriviamo così alla dogana e notiamo che tutti stavano presentando un foglietto verde, immediatamente chiediamo a due compatriote che ci precedevano cos'era quel modulo, loro ci dicono che viene consegnato sull'areo e dev'essere presentato da tutti coloro che entrano per la prima volta negli States, ma io e mia sorella ignari di tutto cìò il modulo non l'avevamo preso. Immediatamente con rapidi movimenti saccadici i miei occhi esamino l'ambiente e individuano una pila di moduli verdi, mi fiondo a prenderne due ma cazzo... erano in spagnolo e nonostante la mia conoscenza del dialetto veneto che un po' simile allo spagnolo lo è non ci capivo niente così chiediamo alle compatriote di prima di farci fare una "copiatura traduzionale" eseguita a velocità supersonica trascurando la precisione e soprattutto lasciando vuoti degli spazi.
Per farvi capire l'assurdità di quel modulo fatto da 33 domande ve ne elenco alcune: siete comunisti? siete omosessuali? avete malattie psichiatriche? e ancora.. portate con voi microrganismi patogeni? e la più intelligente di tutte: siete dei terroristi?............................................................ sul modulo vi chiederanno anche informazioni più sensate come ad esempio un indirizzo e un numero di telefono per potervi rintracciare negli Stati Uniti.
Io e Rossella sfortunatamente ci dimentichiamo di compilare alla voce "fecha", alla dogana c'è una donna, gli presentiamo i moduli e lei ci chiede: "perchè questo spazio non l'avete completato?" E noi, da sinceri italianozzi provinciali non in vena di improvvisazioni translinguistiche rispondiamo: "perchè siamo italiano e lo spagnolo non lo comprendiamo", la signorina agente della dagona controbbatte nel modo migliore: "allora voi non avete capito niente di tutto il resto"................
Dopo alcuni attimi molto imbarazzanti in cui ho temuto di venir rispedito in Italia immediatamente attraverso un complesso intreccio di lemmi ricordati dal Liceo, forte di una macchinosa e pomposa grammatica che non entusiasmava la mia insegnante (per la cronaca l'immortale Casario), riesco con mia sorella a spiegare l'equivoco cioè il fatto di non aver preso il modulo verde versione Italiana perchè si è trovati solo quello versione Spagnola, dopodichè siamo stati schedati perchè per chi non lo sapesse a chiunque entri negli Stati Uniti ( a parte i cubani che scappano insensatamente dalla meravigliosa isola del compagno Fidel e i messicani che scappano sensatamente dall'eccessivamente caldo messico) viene presa la foto e l'impronta digitale dell'indice della mano destra. Poi la paziente doganiera ci ha applicato un bel ricordino sul passaporto che ricorda tanto quelli che ci sono sul cedolino degli esami universitari e ci siamo proiettati al recupero del bagaglio....

Viaggio negli States - introduzione

Vi è mai capitato di partire per una vacanza con molti pregiudizi sulla nazione che state per visitare e sulla gente che abita questa nazione e di tornare a casa con una visione totalmente opposta rispetto a quella di partenza?
A me è successo quest'estate, sono partito per gli Stati Uniti quasi in assetto di guerra armato della volontà di mantenere la mia italianità e la mie idee filo-comuniste con la consepevolezza che avrei visitato una finta democrazia abitata da persone stereotipate e limitate che non ricordano il passato e pensano a tutto il resto del mondo come ad un posto sottosviluppato.
Tutte cazzate, la dimostrazione pura e semplice che non bisogna mai avere pregiudizi, alla fine è stato il viaggio più bello della mia vita, devo ammetterlo ho una nostalgia tremenda, non solo voglio tornare prima possibile ma sto pensando seriamente di abbandonare l'Italietta per sempre.
Voglio raccontarvi il mio viaggio, le esperienze che ho fatto e le emozioni che ho provato, ma prima di tutto voglio dirvi, andateci prima possibile!