venerdì 7 novembre 2008

Nella contea degli Hamish

giovani Hamish in carrozza

tipica fattoria Hamish

io e il mio cappello Hamish...

Dopo tre giorni passati nella splendida Philadelphia ci mettiamo in viaggio per raggiungere le Poconos Mountains, l'idea di attraversare la tranquilla campagna della Pennsylvania non mi dispiaceva affatto, perchè gli Stati Uniti significano anche frontiera, spazi aperti, posti rurali, e avrei avuto l'occasione di assaggiare concretamente l'abnorme contrasto tra la metropoli e la provincia che contribuisce e non poco alla eterogeneità degli States.
Dopo un ora circa di viaggio sull'autostrada, cosa che mi ha permesso di scoprire 1) che i limiti di velocità negli States sono molto bassi 2) che la sicurezza di avere limiti di velocità così bassi viene totalmete azzerata dalla possibilità di superare sia a destra che a sinistra e dalla capacità circense degli americani di guidare chiamando al telefono e bevendo uno dei loro acquosi caffè in contemporanea.... comunque alla fine siamo usciti dall'autostrada e abbiamo cominciato a percorrere strade provinciali in un territorio ricco di fattorie e campi coltivati, quando improvvisamente la mia attenzione ricade sugli agricoltori che lavoravano in questi campi, i quali indossavano vesti ottocentesche, avevano cappelli di paglia e lunghe barbe, ad incuriosirmi ancora di più erano le carrozze trainate da cavalli che spesso dovevamo superare con la nostra macchina, ho pensato immediatamente agli Hamish ed erano proprio loro.
Quindi ad un ora di macchina da una grande metropoli come "Philly" con i suoi grattacieli, il suo groviglio di autostrade, la fusione di razze e religioni, la sua mentalità libertaria e futurista, si trova una contea abitata da gente che HA RINUNCIATO AD OGNI FETICCIO TECNOLOGICO, sono gli Hamish che non utilizzano l'energia elettrica, quindi niente televisione, niente computer, niente macchine o altri mezzi col motore, gli Hamish non votano, non pagano le tasse, hanno le loro scuole, SONO RADICALMENTE PACIFISTI e suguono rigidamente i precetti della Bibbia.
Ora voi conoscendo le mie idee in fatto di religione... state pensando che di fronte a tanto conservatorismo ho risposto in maniera schifata con critiche lancinanti e richiami continui alla teorie dei più eminenti ateologi... Invece no, ho ammirato il loro coraggio, seguire fedelmente un idea di purificazione spirituale che comporta l'isolamento da una cività tecnologicamente evoluta ma piena di odio ed egoismo non mi sembra un eresia al giorno d'oggi, (e se devo essero sincero mi sono ispirato un po' a loro nella volontà di staccarmi dai miei compaesani che non brillano certo in fatto di qualità morali ed empatiche...).
Poi c'è tutto un altro discorso da affrontare, esistono vari ordini di Hamish, alcuni sono molto rigidi e parlano col turista solo se fa domande "intelligenti" , altri sono più liberali e hanno trasformato le loro fattorie in luoghi di turismo... però mi rimarrà sempre in mente quella giornata perchè cercavo il contrasto tra luoghi, ambiente, persone, cercavo l'eterogeneità estrema che caratterizza questa nazione e l'ho trovata senza grandi sforzi....


venerdì 31 ottobre 2008

I LOVE PHILADELPHIA

Indipendence Hall

Skyline

Rossy e Rocky

Campana della Libertà

House Boats

Area dei Musei

Se dovessi scegliere una metropoli in cui vivere, sarebbe sicuramente Philadelphia.
La città del quacchero William Penn, la cui statua svetta dal punto più alto della City Hall, è una metropoli che conta 1,5 milioni di abitanti ma con i vari sobborghi si arriva a 6 milioni circa, è la quarta città degli States per numero di abitanti ma sicuramente la più ricca di storia, qui nella Indipendence Hall furono firmate la Dichiarazione d'indipendenza e la Costituzione degli Stati Uniti, e Philadelphia non manca di celebrare la sua storia dedicandogli un area del centro che si estende per circa un miglio e che viene simpaticamente denominata "il miglio più ricco di storia degli Stati Uniti", sinceramente penso che per il turista europeo questo complesso di edifici sia il punto di partenza obbligatorio per la vacanza negli States, la storia prima di tutto, mai dimenticare il passato!
A Philadelphia si respira un clima di assoluta libertà non a caso qui furono combattute tante battaglie per i diritti della popolazione afroamericana, degli studenti universitari e degli omosessuali e la Campana della libertà le simboleggia tutte, gli abitanti di questa città letteralmente la adorano, sono innamorati di ogni sua strada e di ogni suo edificio e la chiamano "Philly".
E' una città immersa nel verde, infatti non è una città con dei parchi ma è un immenso parco con una città, c'è un parco che si estende per 20 miglia, da sobborghi periferici fin quasi al centro città e interi quartieri residenziali come quello in cui risiedevo, Chestnut Hill, sono totalmente adombrati dalla presenza di altissimi alberi.
Philadelphia insomma è molto eterogenea, è una grande metropoli ma è anche piena di verde, è una città proiettata nel futuro all'avanguardia nelle nuove tecnologie (pensate che tutti hanno accesso gratuitamente a Internet attraverso una rete wireless) ma è anche un città che non dimentica il passato, è quindi ricca di edifici e monumenti dal notevole valore storico che ne celebrano gli avvenimenti di cui è stata protagonista, ci sono strade con locali e negozi molto eleganti e strade con locali e negozi alternativi e un po' bizzari una accanto all'altra, la skyline è da cartolina e c'è perfino un cibo ufficiale cioè il cheesesteak che è un lussurioso panino con il formaggio e la carne....

martedì 28 ottobre 2008

Viaggio negli States - l'arrivo

Vi prego di leggere bene ciò che sto per raccontarvi, potrebbe esservi utile nel vostro primo viaggio negli States...
Volo U.S. Airways Roma-Philadelphia, 11 interminabili ore di volo, non ero nel posto vicino al finestrino (il mio preferito) e neanchè nel posto adiacente al posto vicino al finestrino (il mio secondo preferito) bensì nella fila centrale accanto ad un uomo che ha dormito e russato soprattutto... per tutto il viaggio, dopo un adrenalinica fase di discesa con molti roller coaster e una ragazza della mia stessa fila che piangeva terrorizzata... si atterra e finalmente si scende dal velivolo constatando che non è notte come aveva previsto il cervello ma c'è un sole che spacca le pietre... Io e mia sorella molto impacciati sul da farsi seguiamo la gente che era sul nostro aereo, arriviamo così alla dogana e notiamo che tutti stavano presentando un foglietto verde, immediatamente chiediamo a due compatriote che ci precedevano cos'era quel modulo, loro ci dicono che viene consegnato sull'areo e dev'essere presentato da tutti coloro che entrano per la prima volta negli States, ma io e mia sorella ignari di tutto cìò il modulo non l'avevamo preso. Immediatamente con rapidi movimenti saccadici i miei occhi esamino l'ambiente e individuano una pila di moduli verdi, mi fiondo a prenderne due ma cazzo... erano in spagnolo e nonostante la mia conoscenza del dialetto veneto che un po' simile allo spagnolo lo è non ci capivo niente così chiediamo alle compatriote di prima di farci fare una "copiatura traduzionale" eseguita a velocità supersonica trascurando la precisione e soprattutto lasciando vuoti degli spazi.
Per farvi capire l'assurdità di quel modulo fatto da 33 domande ve ne elenco alcune: siete comunisti? siete omosessuali? avete malattie psichiatriche? e ancora.. portate con voi microrganismi patogeni? e la più intelligente di tutte: siete dei terroristi?............................................................ sul modulo vi chiederanno anche informazioni più sensate come ad esempio un indirizzo e un numero di telefono per potervi rintracciare negli Stati Uniti.
Io e Rossella sfortunatamente ci dimentichiamo di compilare alla voce "fecha", alla dogana c'è una donna, gli presentiamo i moduli e lei ci chiede: "perchè questo spazio non l'avete completato?" E noi, da sinceri italianozzi provinciali non in vena di improvvisazioni translinguistiche rispondiamo: "perchè siamo italiano e lo spagnolo non lo comprendiamo", la signorina agente della dagona controbbatte nel modo migliore: "allora voi non avete capito niente di tutto il resto"................
Dopo alcuni attimi molto imbarazzanti in cui ho temuto di venir rispedito in Italia immediatamente attraverso un complesso intreccio di lemmi ricordati dal Liceo, forte di una macchinosa e pomposa grammatica che non entusiasmava la mia insegnante (per la cronaca l'immortale Casario), riesco con mia sorella a spiegare l'equivoco cioè il fatto di non aver preso il modulo verde versione Italiana perchè si è trovati solo quello versione Spagnola, dopodichè siamo stati schedati perchè per chi non lo sapesse a chiunque entri negli Stati Uniti ( a parte i cubani che scappano insensatamente dalla meravigliosa isola del compagno Fidel e i messicani che scappano sensatamente dall'eccessivamente caldo messico) viene presa la foto e l'impronta digitale dell'indice della mano destra. Poi la paziente doganiera ci ha applicato un bel ricordino sul passaporto che ricorda tanto quelli che ci sono sul cedolino degli esami universitari e ci siamo proiettati al recupero del bagaglio....

Viaggio negli States - introduzione

Vi è mai capitato di partire per una vacanza con molti pregiudizi sulla nazione che state per visitare e sulla gente che abita questa nazione e di tornare a casa con una visione totalmente opposta rispetto a quella di partenza?
A me è successo quest'estate, sono partito per gli Stati Uniti quasi in assetto di guerra armato della volontà di mantenere la mia italianità e la mie idee filo-comuniste con la consepevolezza che avrei visitato una finta democrazia abitata da persone stereotipate e limitate che non ricordano il passato e pensano a tutto il resto del mondo come ad un posto sottosviluppato.
Tutte cazzate, la dimostrazione pura e semplice che non bisogna mai avere pregiudizi, alla fine è stato il viaggio più bello della mia vita, devo ammetterlo ho una nostalgia tremenda, non solo voglio tornare prima possibile ma sto pensando seriamente di abbandonare l'Italietta per sempre.
Voglio raccontarvi il mio viaggio, le esperienze che ho fatto e le emozioni che ho provato, ma prima di tutto voglio dirvi, andateci prima possibile!

martedì 24 giugno 2008

domenica 4 maggio 2008

Pippo, nelle sfide che contano il tuo contributo è sempre decisivo, sei il migliore.
MILAN-INTER 2-1

giovedì 24 aprile 2008

Fenomenologia del sognatore - Il substrato e l'espansione

nasce il pensiero, sui dettagli, sui particolari, ogni minimo cambiamento viene notato, una semplice parola, un semplice gesto, uno sguardo, un suono, piccole fluttuazioni analitiche, rapide, veloci, ma profonde, superficie dinamica ma immensa staticità e ricerca incessante della non linearità, e l'impressione che scatta istantaneamente, impossibile resistere, l'umore varia irreversibilmente, volontà di isolarsi, irrefrenabile desiderio di sciogliere quei momentanei legami sociologici, movimenti veloci degli occhi, la strada è già tracciata, apertura infinita e desincronizzazione, sincera indifferenza verso chi sta parlando, si amplifica, avanza come un onda, stordimento, incapacità di ascoltare qualsiasi cosa, la concentrazione è perturbata, e stati emozionali, e scariche di potenziali, massivo rilascio di neurotrasmettitori, impossibile bloccare tutto questo, e la realtà si modifica verso quel pensiero, rivelazioni, vie di fuga, paessaggi inesplorati, orizzonti indefiniti e disorganizzazione estrema, molteplicità che emergono, ansia, depressione, totale sconforto e immediatamente risoluzioni interessanti, nuove prospettive, eccitazione, gli equilibri sono stati alterati, non è più la stessa cosa...

venerdì 11 aprile 2008

Fenomenologia del sognatore - l'estraniazione

camminare, camminare incessantemente, ciclo continuo, passo veloce, incrociare sguardi, osservare, scoprire, indagare i particolari senza un preciso scopo, senza nessuna motivazione, i pensieri fluiscono liberi, la mente si isola, le gambe vanno da sole e non le comando, gli occhi sono persi nel vuoto, e costruire, costruire pensieri strani, complessi, la filosofia, la biologia, la cosmologia, circuiti neuronali che si attivano, afferenze ed efferenze , fusioni, costruire situazioni in cui si è eroi, vedersi vittime, vedere i sentimenti, toccarli con mano, cercare di materializzarli, lì in quello spazio immenso, e continuare ad andare, aprire percezioni, sinestesie, analizzare, analisi fine troppo fine, forse sono vicino al significato della vita, ho paura, ritorno al superficiale, ritorno indietro, no cambio direzione, una ragazza, mora, decisa, un attimo, una visione, libero flusso di emozioni, leggera attrazione, di nuovo opacità tanta opacità e paesaggi freddi, nordici, la neve, la solitudine, il distacco, lo sento, l'egoismo, la debolezza e di nuovo l'atmosfera che mi circonda, che mi suggerisce intenzioni, comportamenti, l'esperienza mi pervade, mi spinge verso un profonda melanconia, l'empatia quanto mi lacera, le necessità, i vincoli, i doveri è tutto pesante ,vorrei essere libero come in questo momento, e viaggiare nei miei inutili pensieri e camminare senza fine, creare e distruggere, senza lasciare traccia, senza materia

giovedì 10 aprile 2008

Il Dittatore Dello Stato Libero Di Bananas

Prendete un personaggio fuori dagli schemi, il signor Mellish Fielding, dall'aspetto curioso, buffo, "collaudatore di prodotti industriali", molto acculturato ma allo stesso tempo superficiale, grezzo, ironico e sarcastico, continuamente afflito da problemi esistenziali, abbonato alle sedute analitiche ma alla ricerca di piaceri materiali, carnali, trasferitelo sull'isola caraibica di Bananas e ponetelo al centro della più pazza rivoluzione terzomondista, dove il capo dei ribelli si chiama Castrado... quello che si ottiene è una brillante commedia, straripante di gag sul modello di quelle dei fratelli Marx o di Stanlio e Ollio ma più raffinate, indimenticabile quella in cui Mellish tenta di imparare tecniche di guerriglia oppure quella in cui in un ristorante sperduto nella giungla ordina migliaia di tramezzini precisamente 490 con il pane nero, 110 con pane integrale e 300 con pane bianco più il rollè per Fernandez... e ancora quando da capo dei ribelli in missione all'estero si presenta con quella barba assurda (parodia perfetta del grande Fidel...) per non parlare dei vari tentativi di approccio con le donne o con i giornali porno...
Il signor Mellish è in realtà Woody Allen e in questa sua parodia della rivoluzione cubana ci fa ridere dall'inizio alla fine senza sosta, rispetto a tante commedie spazzatura di oggi (vedi quello che esce al cinema, che schifo!!!) penso sia il caso riscoprire gli esordi di questo attore/regista straordinario.

domenica 6 aprile 2008

La Systems Biology

Mi ha sempre affascinato l'idea che anche in un organismo complesso come il nostro la lesione di una singola molecola sia in grado di indurre fenomeni patologici molto complessi.
Questo approccio notevolmente riduzionistico che ha segnato la ricerca biomedica dello scorso secolo ha permesso l'individuazione di componenti cellulari e delle loro funzioni e la nascita di un nuovo campo di studi, la systems biology, che cerca di mettere insieme le singole componenti e le loro funzioni in un quadro unico, quindi si tratta di un approccio opposto, cioè un approccio olistico.
Nel nostro organismo si struttura e si estrinseca una complessa rete intercellulare di interazioni che sono alla base della funzionalità dei vari tipi cellulari, la studio di queste dinamiche, della "sociologia" cellulare, è il presente e il futuro della biomedicina.
Da studente di medicina penso che il ruolo del medico moderno debba essere quello di inserirsi sapientemente in questa fitta rete di comunicazioni cellulari, bisogna comprenderne il linguaggio e imparare a dialogare con le cellule, questo significa che bisogna comprendere a fondo i meccanismi biochimici di trasduzione del segnale. Se nella medicina questo approccio ci permetterà di combattere con successo importanti patologie, forse, nell'ambito della fiilosofia della biologia ci permetterà di dimostrare definitivamente che la vita è un fenomeno meccanicistico