domenica 6 aprile 2008

La Systems Biology

Mi ha sempre affascinato l'idea che anche in un organismo complesso come il nostro la lesione di una singola molecola sia in grado di indurre fenomeni patologici molto complessi.
Questo approccio notevolmente riduzionistico che ha segnato la ricerca biomedica dello scorso secolo ha permesso l'individuazione di componenti cellulari e delle loro funzioni e la nascita di un nuovo campo di studi, la systems biology, che cerca di mettere insieme le singole componenti e le loro funzioni in un quadro unico, quindi si tratta di un approccio opposto, cioè un approccio olistico.
Nel nostro organismo si struttura e si estrinseca una complessa rete intercellulare di interazioni che sono alla base della funzionalità dei vari tipi cellulari, la studio di queste dinamiche, della "sociologia" cellulare, è il presente e il futuro della biomedicina.
Da studente di medicina penso che il ruolo del medico moderno debba essere quello di inserirsi sapientemente in questa fitta rete di comunicazioni cellulari, bisogna comprenderne il linguaggio e imparare a dialogare con le cellule, questo significa che bisogna comprendere a fondo i meccanismi biochimici di trasduzione del segnale. Se nella medicina questo approccio ci permetterà di combattere con successo importanti patologie, forse, nell'ambito della fiilosofia della biologia ci permetterà di dimostrare definitivamente che la vita è un fenomeno meccanicistico

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